Didattica resistente: ora e sempre resilienza!

Didattica resistente:
ora e sempre resilienza!

La didattica sotto assedio nella scuola primaria e le idee per contrastare l’arretramento

Bologna, Sabato 25 Febbraio 2012,
ore 10-13 e 15-19

Presso Scuola elementare Fortuzzi, viale Polischi, 1 (all’interno dei Giardini Margherita)

logistica e pranzo


Mattino: 10,00-13,00

  • Piera Bettin (maestra sc. d’infanzia, San Lazzaro) e Gianluca Gabrielli (maestro) Le ferite visibili e invisibili negli anni della resilienza
  • Enrico Roversi maestro, Altedo (BO) “Ci son più cose in cielo e in terra, maestro, di quante ne sogni il tuo libro di testo”. Pratiche possibili di adozione alternativa partendo dalla cultura dei bambini
  • Giovanni Zoppoli coordinatore Centro Territoriale Mammut (NA)
    Dal recupero dei bambini dalla strada, al recupero della strada con i bambini. Tra miti degli anni ’70 e atterraggi del secolo nuovo
  • Adriana Presentini maestra, Niccone (PG)  Bravi… perché avete sbagliato!

Pranzo a buffet negli spazi scolastici

Pomeriggio: 15.00-19.00

  • Le ferite: Cronache e anatomie della didattica tagliata e assediata. La vita a scuola e la didattica subiscono giorno dopo giorno le ferite dei tagli di spesa, di tempo scuola, di insegnanti. Facciamone una cronaca plurale, costruiamo una mappa didattica ed emotiva del disordine e dello sconcerto che cresce.
  • Le idee: Buone pratiche didattiche, idee nuove, vecchie, rinnovate. Racconti e idee di didattiche di resistenza. Prima di tutto tratte dalla lotta quotidiana nelle classi. Ma anche idee campate in aria, che cercano un futuro. E anche esperienze del passato sconfitto, scegliendo cosa ci può servire per costruire un futuro possibile.
  • La società: La società che muta… e la didattica che prova a rispondere. Le grandi trasformazioni: digitalizzazione delle esperienze, frammentazione dei saperi, presenza di bambine e bambini migranti, re-genderizzazione, impoverimento di fasce crescenti di popolazione… Come cambia il ruolo della scuola elementare? Come rispondiamo nella didattica?

scarica i testi delle relazioni


Documento di indizione (pdf);

Incontri preparatori:


Rassegna stampa:


Contributi: primo gruppo (pdf)

  • Ci vuol tempo, Caterina Angelotti, maestra, Roma
  • Elogio della multibase, Bruno Dal Pane, maestro, Ravenna
  • Sei tra l’uno e il dieci, Gianluca Gabrielli, maestro, Bologna-Trieste
  • La Legge e il DS, Renata Puleo, ex dirigente scolastica, Roma
  • Didattica resistente nella scuola assediata, Teresa Vicidomini, maestra, scuola primaria III Circolo didattico Nocera Inferiore (SA)
  • Educare alla ribellione, Marco Barone, avvocato

Contributi: secondo gruppo (pdf)

  • Per una didattica resistente: la responsabilità dei docenti nel coinvolgimento non più rimandabile dei genitori degli studenti, Giuseppe Caliceti, maestro, Reggio Emilia
  • Alternative possibili, Barbara Bertani, maestra, Reggio Emilia
  • Dalla parte di chi non ha voce, Lorenzo Picunio, insegnante Direzione didattica “Baseggio”, Venezia-Marghera
  • Il Quaderno dei ritagli, Enrico Paselli, Vicenza
  • Tra Scilla e Cariddi: le sirene tecnologiche e la didattica, Angela Maria Tommasino, insegnante scuola primaria di San Rufo Cap (SA)
  • Libertà di parola, Daniela Franchini, maestra, Cattolica (RN)

Contributi: terzo gruppo (pdf)

  • Lettura animata, Claudia Benedetti, maestra, Cervia (RA)
  • Una didattica comune per rifondare la cultura del sapere negoziato e del fare assieme, Marco Cosentina, maestro, Reggio Emilia
  • Temporary school, Cecilia Riginelli, maestra, Senigallia
  • Abilità diverse, Maddalena Micco, maestra, Bologna
  • Scuola e territorio: la ricerca didattica come azione culturale e politica, Serena Tusini, insegnante scuola secondaria superiore, Massa Carrara

Contributi: quarto gruppo (pdf)

  • Si sollevino i coperchi, Alessandra Sanna, maestra, Scuola Acri, IC 5, Bologna
  • Il motivo, Joel Malpasso, studentessa laureanda in scienze della formaz. primaria, Bologna
  • Didattica da cambiare?, Maria Rosa Manfredini, IC Montefiorino – MO
  • Quando il disagio aiuta a crescere…, Antonella Casci Ceccacci, scuola Federico Conti, IC “Lorenzo Lotto”, Jesi (An)
  • Tagli, tempo pieno e modularizzazioni, Insegnanti della scuola Longhena, Bologna
  • A proposito di resilienza a scuola, Clara Bianchi, maestra, Viareggio

Contributi: quinto gruppo (pdf)

  • La scuola è cambiata, Flora Sette, scuola Villa Torchi, IC 4, Bologna
  • Ritmo, Carla Carpigiani, scuola Fortuzzi, Bologna
  • Meritocrazia !?, Delia Badillini, maestra, Brescia
  • A caccia della … soluzione! Come raggiungere l’autonomia cognitiva in un percorso sulla solubilità nella scuola primaria odierna, Ilaria Rebella e Barbara Mallarino, Direzione Didattica Savona Chiavella
  • Ferite… rimarginate?!, Maddalena Micco, maestra, scuola Romagnoli, Bologna
  • Microstorie, Carla Carpigiani, scuola Fortuzzi, Bologna
  • Storie sotto il baobab. Un progetto per la costituzione di un gruppo di mamme narratrici, Manuela Martelli, Assunta Cioffi, documentazione di Nadia Castagnari, Scuola dell’infanzia Ercolani di Castel S. Pietro Terme
  • Macchine da lavoro, Giovanni Briguglio, collaboratore scolastico, scuola primaria Tambroni
  • A scuola di sera. L’osservazione del cielo come offerta di un sapere unitario, Adriana Presentini, scuola primaria a tempo pieno di Niccone (Umbertide, PG)
  • L’ostacolo obliquo, Gianluca Gabrielli, maestro, Bologna-Trieste
  • Istantanee d’autunno, Stefano Nero, scuola Fortuzzi, Bologna
  • Sì, il dibattito sì!, Sergio Viti, Pietrasanta

Chiuso il convegno, apriamo tre battaglie culturali

Il convegno sulla Didattica resistente si è svolto sabato scorso a Bologna con il contributo di circa 120 partecipanti. Al mattino hanno parlato i cinque relatori previsti, nel pomeriggio ci siamo suddivisi in tre gruppi dove i lavori sono continuati in modo dialogico e coinvolgendo un alto numero di presenti. Al termine ci si è ritrovati tutti insieme per un confronto unitario. Difficile dare conto della ricchezza della discussione e della pluralità delle posizioni, indici sicuri del forte interesse e dell’assenza di ritualità e retorica. Sicuramente sono tematiche su cui continueremo a confrontarci e, se possibile, a farlo coinvolgendo in ulteriori iniziative più insegnanti possibile.

Dal convegno usciamo quindi con la convinzione che sia importante mettere in rete e valorizzare le esperienze di didattica che – pur nelle condizioni mutilanti delle recenti riforme – ancora si producono nella scuola elementare italiana. Inoltre abbiamo individuato tre ambiti cruciali in cui affiancare alle altre lotte anche un percorso di conflitto culturale da organizzare fin dai prossimi giorni:


1) La povertà culturale delle prove Invalsi
L’analisi culturale che Adriana Presentini ha fatto con la sua classe seconda, di una delle prove invalsi, mostra con evidenza l’impoverimento culturale cui vorrebbero ridurre la scuola, e all’opposto indica la ricchezza di idee e di stimoli che emergono da una didattica dialogica. Per questo proponiamo agli insegnanti che condividono queste premesse di compiere lo stesso percorso nella loro classe. Entro la prossima settimana metteremo sul sito alcune prove degli anni passati, relative ai vari livelli di scuola, su cui concentrare gli sforzi. Vorremmo raccogliere i risultati delle discussioni, da presentare alla stampa la settimana prima delle prove Invalsi di quest’anno, in modo da contribuire a fornire ulteriori elementi qualitativi alla campagna di opposizione alle prove. I riferimenti metodologici sono quelli della discussione filosofica in classe desumibili nel lavoro di Adriana o anche nei testi di Sergio Viti.

2) Smettiamo di dare i voti
La reintroduzione dei voti nella scuola elementare ci vede unanimemente contrari. Le motivazioni emergono dai materiali del convegno. La maggior parte di noi non li usa durante la pratica scolastica se non nell’assolvimento burocratico della scheda di valutazione. Però molti insegnanti hanno ripreso a usarli in maniera massiccia, peggiorando la relazione didattica e favorendo una competizione assurda. Abbiamo deciso di lanciare per il prossimo mese di aprile il MESE DEL NON VOTO, una campagna per una didattica intelligente. L’obiettivo è far provare a colleghi e a genitori (e bambini/e) l’esperienza di una motivazione costruita sulla qualità della didattica e non sulla minaccia della sanzione.

3) Costruiamo noi i percorsi didattici, mettiamo in rete le esperienze didattiche, ripartiamo dai bambini e dai loro contesti, rilanciamo l’adozione alternativa.
L’intento è di costruire di qui a due anni, quando la delirante norma Gelmini permetterà di fare nuovamente l’adozione dei libri di testo, una rete di promozione della didattica cooperativa e costruita sul contesto dei bambini, continuando a mettere in rete le esperienze copyleft e iniziando un percorso di allargamento dell’area di abbandono dei testi tradizionali.

Infine, abbiamo deciso di stampare i materiali preparatori del convegno (che comunque sono copyleft nella pagina web dedicata) perché ci pareva che la qualità generale fosse alta e quindi che i libri potessero risultare utili ad ampliare l’area della didattica resistente. Il costo è molto basso (3 euro) e quindi chi volesse diffonderli o regalarli a colleghe/i, genitori e amici, ci segnali quante copie desidera e gliele spediremo. Per il Cesp-bo, come nelle precedenti campagne contro le riforme Moratti e Gelmini, ciò costituisce anche un valido contributo all’autofinanziamento.

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