A scuola nel Ventennio tra direttori caporali e maestri marmittoni
Uncategorized / 6 Novembre 2009

LIBRI: G. GABRIELLI, D. MONTINO, LA SCUOLA FASCISTA, CESP- OMBRE CORTE, PP. 200, EURO 18 Recensione di Marcella Bacigalupi sul “Manifesto”, 6/11/2009 Il revisionismo va di moda, complice una cultura laica e illuminista che sembra aver abbandonato il campo, più attenta a gestire quel po’ di potere accademico che si muove nelle università che a confermare una leadership che per definizione dovrebbe appartenerle. Nella confusione ideologica dove qualunque affermazione vive il suo momento elevato al rango di teoria è facile giocare al revisionismo: basta rovesciare. Gianni Rodari con le favole al rovescio faceva divertire: Biancaneve bastona sulla testa/ i nani della foresta,/la Bella addormentata non si addormenta,/ il Principe sposa la brutta sorellastra,/ la matrigna tutta contenta,/ e la povera Cenerentola,/ resta zitella e fa/ la guardia alla pentola. Ma se il gioco favolistico invita al sorriso intelligente, l’esercizio politico costringe al pianto una storia stupidamente violentata. La patente ignoranza non frena chi dà aria a tutte le ubbie e può, nella cacofonia generale, gridare che Garibaldi era un losco avventuriero, Pio IX un santo e l’unità italiana una iattura. Solo Hitler, poveretto, rischia di non essere revisionato: non è che non ci abbiano provato, ma a farlo passare per uomo mite…

Memorie smarrite: Lumumba, chi era costui?
Mario Zamponi , Uncategorized / 2 Gennaio 2003

di Mario Zamponi A 42 anni dalla sua morte forse non molti si ricordano di Patrice Lumumba,il leader nazionalista del Congo, assassinato il 17 gennaio 1961, pochi mesi dopo l’indipendenza del suo paese avvenuta il 30 giugno 1960. Perché ricordarsi di Lumumba nel giorno della memoria? Perché la memoria dei tragici avvenimenti che sconvolsero il Congo in quegli anni non è soltanto ripensare alle vicende di un paese che, ancora oggi, ci appare lontano e ignoto, ma significa ripercorrere una pagina buia della storia internazionale, una pagina difficile di quella decolonizzazione che aveva acceso tante speranze di riscatto per i popoli colonizzati e aveva fatto pensare alla costruzione di una fase nuova della storia dell’umanità. Al tempo stesso il martirio di Lumumba è anche l’emblema di come tante aspettative siano andate ben presto fallite, della grande disillusione che il post colonialismo ha portato in Africa. Ripensare a questa vicenda, ripercorrendo le orme dell’artista zairese (congolese) Tshibumba che con i suoi quadri racconta la storia vissuta del suo paese, ci consentirebbe di ridiscutere del nostro ruolo di colonizzatori, di ripensare al colonialismo, in particolare a quello italiano mandato frettolosamente in soffitta. Un colonialismo che per gli africani rappresentò la perdita della…