APPROVATO IL PRIMO DECRETO APPLICATIVO DELLA RIFORMA MORATTI

Scriviamo queste note ormai a quasi tre giorni dall’approvazione del Decreto Legislativo di applicazione della Riforma Moratti per scuola dell’infanzia, elementare e media. Eppure siamo obbligati a basarci unicamente sui testi di sintesi e sul comunicato stampa del Ministero. Infatti il testo legislativo vero e proprio è ancora un mistero!!!! Sembra una barzelletta, eppure è così! Ce lo faranno conoscere prima o poi?

Purtroppo però, anche dalle sintesi destinate alla stampa sembra di capire che ci siano ben poche differenze con la bozza presentata a maggio scorso. Riduzione del tempo scuola a 27 ore + 3 facoltative ed opzionali, introduzione dell’insegnante-tutor, piani di studio personalizzati, portfolio… Sul tempo pieno la “sintesi” del ministero parla di “mantenimento a richiesta” ma poi subito si contraddice descrivendo un modello che non è certo quello del tempo pieno: “10 ore di servizio educativo di mensa” che sembra alludere ad un affidamento degli alunni ai bidelli o ad altro personale esterno per ben due ore al giorno!!!

A questo punto diviene fondamentale dare una risposta forte e ferma all’arroganza del governo che ha bellamente ignorato oltre cento mozioni di collegi dei docenti e oltre 40.000 firme di genitori, insegnanti, cittadini… Il 26 settembre sarà una data cruciale e diverrà fondamentale mandare un segnale forte della nostra indisponibilità alla svendita del tempo pieno e prolungato, della collegialità tra insegnanti, della scuola di tutti e di tutte.

Gianluca (per il coordinamento…)

[di seguito il testo del comunicato stampa e la “sintesi” del Ministero


Comunicato stampa del MIUR:

(Roma, 12 settembre 2003) Il Consiglio dei Ministri, […ha […] esaminato ed approvato in prima lettura lo schema del decreto legislativo riguardante la definizione delle norme generali relative alla scuola dell’infanzia e al primo ciclo dell’istruzione. […]

B. DECRETO LEGISLATIVO

La legge 28 marzo 2003, n.53, ha delegato il Governo ad emanare, entro 24 mesi dalla data della sua entrata in vigore, uno o più decreti legislativi per la definizione delle norme generali sull’istruzione e dei livelli essenziali delle prestazioni in materia di istruzione e di istruzione e formazione professionale.
Lo schema di decreto legislativo esaminato oggi costituisce la prima attuazione della delega legislativa prevista dalla legge 53/2003. Esso definisce le norme generali per la scuola dell’infanzia e per il primo ciclo di istruzione e prevede l’avvio della nuova scuola dell’infanzia, della nuova scuola primaria e della nuova scuola secondaria di primo grado.
Il provvedimento mette a regime la sperimentazione avvenuta nell’anno scolastico 2002/2003, cui hanno aderito 251 istituzioni scolastiche, e le migliori pratiche realizzate dalle scuole nell’ambito della propria autonomia.

Queste le principali novità:

  1. l’anticipo graduale delle iscrizioni alla scuola dell’infanzia delle bambine e dei bambini che compiono i tre anni, e alla scuola primaria dei bambini e delle bambine che compiono i sei anni entro il 30 aprile dell’anno scolastico di riferimento. Nell’anno scolastico 2003/2004 hanno potuto iscriversi i bambini e le bambine che hanno compiuto i tre anni ed i sei anni entro il 28 febbraio. Per la scuola dell’infanzia, l’anticipo ha carattere sperimentale. Per gli anni scolastici successivi potranno essere disposte ulteriori anticipazioni ai nati fino al 30 aprile con decreto del Ministro;
  2. l’introduzione di più libertà di scelta per le famiglie e di più autonomia didattica e organizzativa per le scuole, in relazione a piani di studio personalizzati, al fine di realizzare l’obiettivo della legge di favorire la crescita e la valorizzazione degli allievi, nel rispetto dell’identità e delle inclinazioni di ciascuno di essi. A questo fine, l’orario scolastico viene così riorganizzato:
  • per la scuola dell’infanzia da un minimo di 24 a 30 ore settimanali a scelta delle famiglie;
  • per la scuola primaria, 27 ore obbligatorie e 3 ore di attività e insegnamenti opzionali (obbligatori per la scuola e facoltativi per gli allievi), per un totale massimo di 30 ore settimanali;
  • per la scuola secondaria di primo grado, 27 ore obbligatorie e 6 ore di attività e insegnamenti opzionali (obbligatori per la scuola e facoltativi per gli allievi), per un totale di 33 ore settimanali. A questi orari si aggiunge il tempo eventualmente dedicato alla mensa. Vengono inoltre potenziate le attività di laboratorio, al fine di consentire l’effettiva formazione personalizzata e di ampliare l’offerta formativa, nelle singole scuole o in rete;
  1. l’affidamento, per l’intera durata del corso sia della scuola primaria, sia della scuola secondaria di primo grado, al docente “tutor”, delle funzioni di orientamento per la scelta delle attività opzionali, di coordinamento delle attività educative e didattiche, di cura delle relazioni con le famiglie e di cura della documentazione del percorso formativo compiuto dall’allievo;
  2. l’introduzione del portfolio delle competenze, che dovrà documentare il percorso formativo seguito da ogni allievo fin dalla scuola dell’infanzia
  3. l’introduzione dell’insegnamento della lingua inglese e dell’alfabetizzazione informatica fin dal primo anno della scuola primaria;
  4. l’introduzione della seconda lingua europea e il potenziamento dell’alfabetizzazione informatica a partire dalla prima classe della scuola secondaria di primo grado;
  5. la frequenza di almeno tre quarti dell’orario annuale per ciascun studente ai fini della validità dell’anno, a partire dalla scuola secondaria di primo grado;
  6. la valutazione, periodica e annuale, a partire dalla scuola secondaria di primo grado, affidata ai docenti, dovrà accertare il raggiungimento di tutti gli obiettivi formativi ai fini del passaggio al periodo didattico annuale o biennale successivo, valutando anche il comportamento degli alunni, e ferma restando la possibilità di non ammettere all’anno successivo dello stesso biennio in caso di accertate gravi carenze;
  7. l’abolizione dell’esame di Stato alla fine della 5° classe della scuola primaria, per favorire la continuità didattica.

Sintesi Decreto Legislativo

Riforma Scuola Infanzia e Primo Ciclo Istruzione

1) Valorizzazione delle famiglie, secondo il principio costituzionale di sussidiarietà

Le famiglie, primo soggetto dell’educazione, sono responsabilizzate nel decidere gli anticipi di iscrizione sia alla scuola dell’infanzia sia alla scuola primaria; sono chiamate, inoltre, a cooperare con la scuola nelle ordinarie attività didattiche e nella compilazione del Portfolio delle competenze personali; infine, hanno la responsabilità di scegliere l’orario opzionale facoltativo.

2) Valorizzazione della collegialità docente

La collegialità è valorizzata non solo a livello di istituto, ma anche a livello di ogni équipe di docenti. L’équipe dei docenti è chiamata a progettare sulla base delle Indicazioni nazionali e del Pof, i Piani di Studio Personalizzati, prevedendo attività educative e didattiche obbligatorie e opzionali facoltative, in gruppo classe ma anche in gruppi di classe/interclasse di livello, di compito ed elettivi. Inoltre, è chiamata a progettare e a controllare il Portfolio delle competenze personali degli allievi.

3) Istituzione del docente coordinatore tutor a sostegno ulteriore della collegialità dell’équipe docente e della centralità educativa del bambino.

All’interno dell’équipe, si individua un docente che svolge a) funzioni di tutorato per gli alunni e b) funzioni operative di coordinamento delle attività educative e didattiche e di cura delle relazioni dell’équipe con le famiglie degli allievi. Il coordinatore cura anche la tenuta del Portfolio delle competenze personali degli allievi.

4) Valorizzazione dell’autonomia delle istituzioni scolastiche

I Piani dell’offerta formativa (Pof) di istituto sono chiamati a concretizzare le Indicazioni nazionali sulla base delle esigenze educative del territorio. A questo riguardo hanno anche a disposizione una quota di orario opzionale facoltativo a scelta delle famiglie, aggiuntivo a quello obbligatorio, che nella scuola dell’infanzia va dalle 875 ore annue a 1700; nella scuola primaria l’orario annuo obbligatorio è di 891 ore più 99 annue obbligatorie per le scuole e facoltative per le famiglie; nella scuola secondaria di I grado l’orario annuo obbligatorio è di 891 ore più 198 ore annue obbligatorie per le scuole e facoltative per le famiglie.

5) Valorizzazione della continuità verticale e orizzontale

Continuità educativa, didattica e organizzativa verticale (dalla scuola dell’infanzia alla scuola primaria alla scuola secondaria di I grado) ed orizzontale (i collegamenti tra le scuole, le famiglie e il territorio), come condizione per un lavoro in rete fondato sulla reciprocità, sulla cooperazione e sulla condivisione. In questo contesto, particolare avvaloramento dell’esperienza delle scuole comprensive.

6) Mantenimento, a richiesta delle famiglie, del tempo pieno per i ragazzi

I genitori possono scegliere nella scuola dell’infanzia un orario fino a 1700 annue (corrispondenti a 48/52 ore settimanali a seconda che si prevedano 33 o 35 settimane all’anno); nella scuola primaria un orario fino a 40 ore settimanali di attività educativa e didattica (fino a 30 ore settimanali di lezione più 10 ore di servizio educativo di mensa); nella scuola secondaria di I grado un orario fino a 33-40 ore settimanali, a seconda dei Pof e delle ore previste per il servizio educativo di mensa.

7) Nuovi contenuti di insegnamento

Inglese, informatica e tecnologia per tutti; centralità dell’insegnamento dell’italiano (anche a livello grammaticale) e della matematica (in particolare della geometria); introduzione alla convivenza civile; potenziamento dell’insegnamento delle scienze, della storia, della geografia, dell’arte, della musica e dell’educazione motoria e sportiva anche extrascolastica grazie ad una diversa, progressiva e più equilibrata distribuzione dei contenuti sull’intero primo ciclo di istruzione.

8) Passaggio da una scuola centrata sull’ascolto (auditorium) ad una scuola centrata sul ‘laboratorio’, cioè sull’operare riflessivo, sul costruire insieme, sul negoziare e sul cooperare linguistico e relazionale

Da qui il superamento del carattere monolitico della classe, per avvalorare invece i momenti di attività didattica laboratoriale anche per gruppi classe o interclasse di livello, di compito o elettivi. Inoltre, un insegnamento che connette in maniera ordinaria e sistematica teoria e pratica, conoscenze e comportamenti.

9) Passaggio da una scuola delle discipline spezzettate e decontestualizzate ad una scuola attenta sia a sviluppare le relazioni tra le diverse discipline, sia a legare ciascuna di esse all’esperienza unitaria del bambino.

10) Piani di Studio Personalizzati

L’équipe docente, attraverso il coordinatore tutor, predispone le Unità di Apprendimento che vanno a costituire i percorsi formativi personalizzati per il gruppo classe ed eventualmente per singoli allievi.
I piani personalizzati hanno come obiettivo fondamentale la centralità dello studente e prevedono il passaggio dai programmi uguali per tutti alla scuola dei percorsi personalizzati.

11) Portfolio delle competenze personali

Per la prima volta nella scuola italiana, per tutti, uno strumento di documentazione dei processi educativi di ciascuno. Il Portfolio prevede una sezione dedicata all’orientamento e una dedicata alla valutazione dell’allievo. Rientra nella valutazione dell’allievo anche il suo comportamento. Il Portfolio è compilato dal coordinatore tutor per conto dell’équipe docente, dopo aver sentito le famiglie ed aver coinvolto l’allievo.

12) Scansione temporale della riforma

La riforma è già partita per quanto riguarda gli anticipi e prevede un avvio nella I e II classe della scuola primaria nell’anno 2003/2004; nella III, IV e V della scuola primaria nel 2004/2005; per il I anno della scuola secondaria di primo grado nel 2004/2005.

Fonte: Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca

Nessun commento

I commenti sono chiusi.